È un fisico che non regge i 90 minuti al ritmo dei migliori, e un'alimentazione che nessuno ti ha mai impostato davvero. Il salto di categoria, quasi sempre, non è tecnico.
Il calcio moderno non premia chi corre di più: premia chi ripete. Chi al 78° fa lo stesso strappo che ha fatto al 12°. Chi rientra dalla trasferta di mercoledì ed è pronto la domenica. Chi al novantesimo di un derby ha ancora le gambe per accompagnare l'azione.
Quella capacità non si costruisce in campo con la squadra, perché la seduta collettiva è tarata sulla media del gruppo e non sulle tue carenze specifiche. Si costruisce con un lavoro di forza periodizzato sul tuo ruolo e con un'alimentazione che segue il calendario reale — non un piano scritto ad agosto e mai più toccato.
3 sportivi su 4 non seguono un'alimentazione adeguata allo sport che praticano e al periodo dell'anno. Mangiano troppo poco, o male ripartito nell'arco della giornata. Poi si stupiscono che il fisico non cambi e che il recupero peggiori di mese in mese.
La differenza tra costruire una carriera e restare dove sei raramente è tecnica. Quasi sempre è fisica — e la parte fisica è l'unica su cui puoi intervenire con certezza, partendo da domani.

Il preparatore ti dà il carico. Il nutrizionista ti dà il piano. Se non si parlano, uno dei due lavora contro l'altro. In Performance 360° sono la stessa persona: è da lì che nasce tutto il vantaggio.
Terzino, mediano o punta centrale non hanno lo stesso profilo di sforzo, né gli stessi punti di rottura. Forza massima, esplosività nei primi metri, resistenza alla ripetizione e prevenzione mirata: costruiti sul tuo ruolo e incastrati nella settimana reale della tua squadra, tra doppie sedute e turni infrasettimanali.
Cosa mangi il giorno prima, cosa nel pre-gara, come recuperi nelle due ore dopo il fischio finale. Impostato da un biologo nutrizionista iscritto all'Albo: energia disponibile alta per tutta la gara, recuperi più corti tra un impegno e l'altro, composizione corporea funzionale al ruolo che giochi.
La stagione non va mai come previsto: infortuni, panchina, cambio allenatore, mercato, turni infrasettimanali. Ci sentiamo anche tutti i giorni e il programma si aggiorna su quello che succede davvero, non su quello che era scritto a luglio.
Periodizzare l'allenamento lo fanno in molti. Periodizzare anche l'alimentazione quasi nessuno — ed è lì che si perde in tre settimane quello che si è costruito in tre mesi.
Il momento più delicato dell'anno. Il rischio non è staccare la testa: è presentarti al ritiro con una composizione corporea che ti costa il posto nelle prime sei giornate, quando le gerarchie si decidono.
Si intensifica per essere pronto alla prima di campionato, non a metà ottobre. Carico e apporto energetico salgono insieme: se sale solo il carico, sale solo la fatica — e il primo infortunio arriva puntuale.
Mantenimento della forza, gestione del recupero tra le partite, aggiustamenti settimanali sul minutaggio reale. È la fase in cui la maggior parte dei calciatori smette di lavorare fuori dal campo — ed è quella che decide la stagione.

Laureato in Scienze Motorie e in Scienze della Nutrizione Umana. Biologo nutrizionista iscritto all'Albo. Co-fondatore di Performance Lab e autore della rubrica scientifica The Week's Review.
Da quasi dieci anni lavoro con professionisti di calcio e futsal, oltre 100 dei quali di Serie A. Nomi e squadre che trovi in questa pagina, non numeri generici messi lì per fare volume.
La doppia formazione non è una riga in più nel curriculum. È la ragione per cui non devi coordinare due professionisti che non si parlano, e per cui il piano alimentare della settimana sa esattamente che carico hai in programma.
Sei nomi che nella preparazione atletica mondiale non hanno bisogno di presentazioni. Sono stati ospiti dei miei podcast: non come sponsor, come interlocutori tecnici.






Non è una lista di corsi frequentati. Sono conversazioni tecniche, alla pari, con le persone che hanno definito la disciplina — e sono il motivo per cui il metodo che uso non nasce da quello che va di moda su Instagram, ma da un confronto continuo con chi la preparazione atletica l'ha costruita.
“Unfortunately, players often have a low energy intake, which can lead to negative energy balance, especially at times of schedule congestion.”
Nutrizione negli sport di squadra“Nutrition is one method to counter the negative impact of an exercise-induced injury.”
Nutrizione e recupero da infortunioNon un percorso a distanza fatto di PDF: test, misurazioni, correzioni e aggiustamenti settimanali su quello che succede in campo.



Con Performance 360° ho ottenuto i risultati fisici che faticavo a raggiungere da anni. Ha trasformato il mio modo di allenarmi e di mangiare.
Consiglio vivamente a chiunque tenga al proprio benessere fisico di farsi seguire da Alessandro.
Consiglio Alessandro perché segue atleti di varie discipline e quindi conosce varie metodologie di allenamento.
Con Alessandro ho riscoperto l'importanza della preparazione fisica dietro a quello che accade in campo.
Ho migliorato tanto la mia parte atletica. È una persona che studia molto e sa quello che fa.
Alessandro è molto attento e presente ed è molto bravo a personalizzare il programma di allenamento.
Alla fine di questo primo percorso ho visto il mio fisico e le mie performance cambiare radicalmente in campo.
Non è un prodotto che si compra e si scarica: è un percorso uno a uno, con contatto continuo e programmi riscritti settimana per settimana. Per come lo faccio, il numero di atleti che riesco a seguire bene nello stesso momento è limitato.
Per questo la prima cosa che facciamo non è vendere: è capire se ha senso. Nell'analisi gratuita guardiamo come ti alleni, come mangi e com'è fatto il tuo calendario, e alla fine ti dico con franchezza se sei il profilo giusto. Se non lo sei, te lo dico io — e ti porti comunque via tre correzioni da applicare subito.
Gratuita, online, senza impegno. Di costi e formati parliamo in call, sui tuoi obiettivi reali.
Sì, se sei estremamente determinato a migliorare le tue performance. Seguo giocatori dalla Serie A alla Serie D e ragazzi del settore giovanile. Quello che conta non è la categoria: è che tu ti alleni sul serio e voglia lavorare con metodo per almeno una stagione intera.
Nella quasi totalità dei casi il problema è che era un piano preconfezionato, oppure che allenamento e alimentazione erano gestiti separatamente da due persone che non si parlavano. Non posso dirti in anticipo cosa faremo senza conoscere la tua storia, i tuoi esami e il tuo calendario: è esattamente il punto di partenza dell'analisi gratuita.
Assolutamente gestibile: moltissimi atleti che seguo ne hanno. Un'intolleranza non ti impedisce di avere un'alimentazione equilibrata e ad alta disponibilità energetica, richiede solo che il piano sia costruito bene invece che copiato da un modello.
Sei tra i profili che posso aiutare di più. Il rientro da infortunio è la fase in cui un programma strategico — carico progressivo e nutrizione a supporto della riparazione tissutale — fa la differenza più grande tra tornare e tornare come prima.
Sulle sensazioni in campo e sul recupero, le prime settimane. Sulla composizione corporea e sui parametri di forza servono cicli completi: per questo il percorso è pensato su periodizzazione stagionale e non su blocchi da otto settimane.
Non è lavoro in più: è lavoro coordinato. Nelle settimane pesanti in palestra spesso bisogna togliere, non aggiungere, e la parte che fa la differenza si sposta su nutrizione e recupero. È il motivo per cui ci sentiamo con continuità invece di consegnarti una scheda mensile.
Guardiamo insieme come ti alleni, come mangi e com'è fatto il tuo calendario reale. Alla fine hai tre cose da sistemare subito — anche se poi decidi di fare da solo.